Il Blog di UlisseCucina e Sicilia, giorno per giorno

5 calette della costa orientale ancora vivibili ad agosto

Niccolò Piccinidi Niccolò Piccini· 31/07/2026 16:38
5 calette della costa orientale ancora vivibili ad agosto

Agosto stringe il mare come una morsa, e lungo l’Adriatico si potrebbe pensare che non ci sia più spazio per respirare. Eppure, proprio adesso, quando l’acqua è calda e le giornate tirano fino alle nove, alcune calette restano vivibili se si sceglie l’ora giusta e si arriva leggeri, magari in sella. Le ho percorse di recente con la bici da turismo, tra pinete, strade panoramiche e discese scabre verso ghiaie chiare. Qui sotto trovate quelle che, anche ad agosto, mi hanno regalato silenzio e sale buono sulla pelle.

La tradizione diceva: all’alba, con il vento giusto

I vecchi pescatori dell’Adriatico – me lo ripeteva spesso un’ostessa di Gabicce – scendevano all’alba quando la tramontana spazzava il cielo e il mare “tirava vetro”. Portavano pane, pomodori e una fiaschetta, e si rifugiavano sotto i pini nelle ore di punta. Evitavano i giorni di scirocco, legavano la bici a un pino marittimo e, prima di entrare in acqua, guardavano la risacca: “Se la schiuma corre a destra, non nuotare a sinistra”. Gesti semplici, tramandati con quella concretezza che fa scuola senza dirlo.

Dove la tradizione aveva ragione e dove no

Sul “quando” i nonni ci avevano preso in pieno: alba e tardo pomeriggio sono finestre d’oro. Sulla spiegazione, a volte confondevano rito e causa. La trasparenza migliore con tramontana non è magia: il vento da nord schiaccia l’onda corta e asciuga la superficie, riducendo il pulviscolo in sospensione, mentre lo scirocco può spingere nuvole di meduse e materiale organico con le Correnti marine. Il fresco del mattino non è benedizione: è indice UV più basso, idratazione più facile e meno rischio di colpi di calore. Oggi, con bollettini affidabili e un occhio alle ordinanze della Capitaneria di porto, possiamo pianificare con precisione. La tradizione aveva ragione sul quando; sbagliava, talvolta, sul perché.

Le 5 calette ancora vivibili ad agosto

Baia di Vallugola, Parco San Bartolo (Marche)

Una mezzaluna di ciottoli sotto la falesia, tra Gabicce e Pesaro. Ci arrivo sempre dalla Panoramica San Bartolo in bici: asfalto che profuma di resina e, se scegliete l’alba, solo il ronzio delle ruote. La discesa al porticciolo è ripida ma breve; lasciate la bici in alto e scendete con scarpe chiuse. Ad agosto resta vivibile se entrate prima delle 9 o dopo le 17. L’acqua si pulisce alla prima tramontana. Quando risalgo, mi fermo spesso in una piccola osteria sul porticciolo: alici marinate, pane caldo e una birra leggera.

Mezzavalle, Monte Conero (Marche)

Spartana e bellissima, senza stabilimenti. Si scende da Portonovo o da Varano per sentieri ripidi: casco appeso al manubrio, scarpe serie nello zaino e niente borse superflue. In pieno agosto la spiaggia respira all’alba e dopo le 18, quando l’ombra della rupe scivola sulla battigia. Portate almeno due litri d’acqua a testa: non contate su servizi stabili. Un lettore mi ha chiesto come evitare la “calata” più impegnativa: scegliete la traccia di Varano, più regolare, e scendete con passi corti, tenendo le braccia libere.

Mottagrossa, Riserva di Punta Aderci (Abruzzo)

La mia porta d’ingresso è la Via Verde della Costa dei Trabocchi: pedalo tra filari di canneti, poi un tratto di sterrato e la scalinata che scende alla caletta. Ghiaia grossa, acqua aperta, profumo di liquirizia della macchia. Qui agosto è più gentile perché i parcheggi sono contati e la riserva scoraggia gli eccessi. Alba e 17-20 sono gli orari che funzionano meglio: il sole arretra e il mare si fa di metallo. A pranzo, tornate sulla ciclabile e puntate a un trabocco-osteria: pesce alla brace e verdure grigliate, ma prenotate il giorno prima.

Cala della Sanguinara, Vieste (Gargano, Puglia)

Un incavo chiaro tra grotte e pini d’Aleppo. Ci si arriva con un sentiero nella pineta, tratti sassosi e qualche scalino ricavato nella terra: evitate le infradito. L’ho trovata quieta alle 7:30 e, sorprendentemente, ancora respirabile dopo le 18. A scirocco teso l’acqua si increspa e affiora materiale organico: niente di drammatico, ma mettete in conto che la limpidezza cala. Rientrando, fermatevi in una trattoria nel centro di Vieste: orecchiette alle cime di rapa e acciughe ripiene ricordano perché si pedala.

Canovella de’ Zoppoli, Duino Aurisina (Friuli Venezia Giulia)

Una scalinata dalla Strada Costiera porta a un piccolo porticciolo e a lastre di roccia liscia. Lì l’Adriatico profuma di Carso. Fissatela bene, la bici: catena lunga e telaio a un palo robusto. Al mattino presto l’acqua è vetro; dopo le 17 l’ombra scende rapida. Nei weekend d’agosto arriva gente dal city break triestino, ma i flussi sono a ondate: sfruttate il buco tra 12:30 e 15 quando molti mangiano. Se capitate nel periodo giusto, a pochi km sull’altopiano trovate un’osmiza: prosciutto, formaggio e un bianco fresco che sa di pietra.

La cassetta degli attrezzi: cosa fare adesso

Parlo da chi pedala con il termometro alto: in agosto servono metodo e leggerezza. Mi è capitato di recente, sulla Via Verde, di aiutare una coppia con borse piene di cose inutili e senza acqua: dopo tre rampe al 10% erano già cotti. Ecco la sintesi operativa.

  • Orari: entrare in caletta tra 7:00-9:30 e 17:00-20:00. Mezzogiorno è per risalire, ombra e piatto del giorno.
  • Peso e idratazione: zaino sotto i 6 kg, due borracce grandi a testa, sali leggeri. Cappellino e camicia di lino, non maglie scure.
  • Navigazione: scaricate la traccia GPX e segnate l’accesso di risalita. In molte calette la sera tutte le discese sembrano uguali.
  • Venti: con tramontana cercate coste aperte; con scirocco puntate su rientranze protette. Se il moto ondoso cresce, non superate il bagnasciuga in solitaria.
  • Cibo: pane, pomodori, frutta a guscio. A fine bagno, piccola osteria locale: spinta di sali e sorriso vero.

L’errore tipico? Farsi sedurre dalla scorciatoia “vista mare”. Le discese più dritte sono spesso le più rognose in risalita. Meglio 5 minuti in più su una traccia regolare che 30 a spingere la bici con cuore in gola. Altro abbaglio: contare su chioschi che ad agosto possono essere chiusi o presi d’assalto; l’acqua si porta sempre.

Cosa NON fare in questi giorni

Evitate i tuffi da rocce sconosciute: fondali variabili e alghe nascoste rovinano la festa. Non lasciate la bici slegata neanche un minuto. Niente fuochi o fornellini in pineta: il rischio è reale e le sanzioni pure. Non ignorate cartelli di accesso limitato o sentieri interdetti: in caso di dubbio, chiedete in paese o verificate con la Capitaneria di porto. Infine, non inseguite “lo spot perfetto” se il vento gira: fermatevi dove il mare è sicuro e la luce è buona. L’Adriatico premia chi lo ascolta.

Chiusura

Ad agosto, la costa orientale non è persa. Bisogna solo cambiare ritmo: sveglia prima, pedalata gentile, zaino corto, occhi sul vento. Le cinque calette qui sopra non sono segreti, sono luoghi che rispettano chi arriva con passo leggero e orari intelligenti. Se vi capita di incontrarmi in salita, ci scambiamo due dritte e poi ognuno torna al suo mare. Con discrezione: il resto lo fa la luce.

Niccolò Piccini
Niccolò Piccini

Niccolò Piccini ha percorso la costa toscana in bicicletta alla ricerca di lidi nascosti tra la macchia mediterranea. Esperto di percorsi cicloturistici, dettaglia nei suoi articoli itinerari che uniscono mare, natura e piccole osterie locali.