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Destinazioni di mare con acque termali naturali: un relax inaspettato che rigenera corpo e mente

Niccolò Piccinidi Niccolò Piccini· 02/08/2026 13:20
Destinazioni di mare con acque termali naturali: un relax inaspettato che rigenera corpo e mente

Quando pensiamo al mare, immaginiamo bagni turchesi e ombrelloni. Ma lungo le nostre coste ci sono luoghi in cui l’acqua ribolle tra gli scogli e il sale incontra il calore della terra. Sono mete in cui il relax arriva in modo inaspettato: si nuota, ci si scalda in piccole vasche naturali e si riparte leggeri. Io ci arrivo spesso in bici, scegliendo strade secondarie, scavalcando colline macchiate di lentisco e corbezzolo, per poi chiudere la giornata con un tuffo caldo e una cena semplice in osteria.

Ischia, Sorgeto e Maronti: vasche tra gli scogli e sabbie che fumano

A Ischia il termalismo s’incontra a pochi metri dal bagnasciuga. La baia di Sorgeto, sotto Panza, è un anfiteatro di basalto dove l’acqua termale sgorga e si mescola al mare: bastano pochi minuti per trovare la temperatura giusta, spostandosi tra pozze più o meno calde. Si scende a piedi per una lunga scalinata; in alternativa, in estate c’è il taxi boat da Sant’Angelo. Portatevi scarpette da scoglio: servono per il fondo irregolare e per gestire i punti bollenti.

Mi è capitato di recente di arrivarci all’alba con la pieghevole: da Forio sono circa 6 km con qualche strappo, luce perfetta e zero folla. Il pomeriggio, invece, Sorgeto si riempie: meglio alternare un bagno caldo a uno in mare aperto per non surriscaldarsi.

Sulla lunga spiaggia dei Maronti si sente la terra respirare: tratti di sabbia calda e fumarole, e poco all’interno la gola di Cavascura, dove l’acqua scorre calda da secoli. Qui la geologia diventa esperienza: l’isola è una lezione viva di Geotermia.

Pantelleria, Gadir e Nikà: il termalismo selvaggio a filo d’acqua

A Pantelleria l’incontro tra mare e calore è più rude, ma travolgente. A Gadir ci sono piccole vasche scavate nella roccia: alcune sono intorno ai 38-40°C, altre più fresche. In giornate di maestrale, il ricambio d’acqua è ideale; con scirocco, l’onda può sporcare le vasche di alghe e sabbia.

In bici, suggerisco il periplo da Khamma a Gadir con rientro interno: poche auto, pendenze oneste, panorami scuri di lava e fichi d’India. A Nikà, invece, l’acqua calda sgorga direttamente in mare: ci si siede tra gli scogli e si aspetta che l’onda porti la temperatura a misura d’uomo. Attenzione: i punti di uscita sono localizzati e possono essere molto caldi, testate sempre con la mano.

Dopo il bagno, fermatevi in una piccola osteria di contrada per pane cunzato e capperi di giornata. Una volta ho chiuso così un anello di 30 km, con poco dislivello ma tante soste: la pedalata si fa a ritmo lento, come il vapore che sale dalle rocce.

Vulcano, Eolie: sabbie calde e fumarole sul bagnasciuga

Sbarcando a Vulcano il naso sente prima degli occhi: zolfo, mare, roccia calda. Le fumarole sul litorale di Levante scaldano tratti d’acqua a pochi metri dalla riva. Qui l’accesso può cambiare di stagione in stagione per ragioni di sicurezza: prima di partire verificate le ordinanze comunali e della Capitaneria di porto. Le celebri vasche di fango sono state spesso chiuse negli ultimi anni; non improvvisate ingressi fuori dai limiti.

Un lettore mi ha chiesto come organizzarsi con la bici: consiglio di lasciare la sella al porto e muoversi a piedi per i tratti attivi; la sabbia è calda, a volte rovente, e c’è odore di gas. Portate calze in neoprene o scarpette spesse e alternate i bagni caldi a un tuffo in acqua libera. Se volete aggiungere un giro in sella, l’anello verso Gelso è panoramico: traffico scarso, vento a tratti impegnativo e un chiosco salvavita all’arrivo.

Campi Flegrei, Baia: snorkeling tra bolle calde e rovine sommerse

Non è il classico bagno caldo in riva, ma vale il viaggio: nel Parco Sommerso di Baia l’acqua ribolle dal fondo, tra mosaici romani e colonne affondate. Con maschera e boccaglio, accompagnati da un centro autorizzato, si nuota dentro un’acqua leggermente più calda, attraversata da filamenti di vapore. È un’esperienza che unisce mare, storia e vulcanismo.

Operativamente: prenotate con anticipo, scegliete orari con mare calmo e ricordate che toccare le bocche calde può essere pericoloso. In bici, da Pozzuoli a Baia si viaggia su stradine costiere con traffico variabile; partite presto e prevedete un rientro con treno regionale se la giornata si allunga.

Costa degli Etruschi, Toscana: dal golfo di Baratti al Calidario

Qui il mare è protagonista e la sorgente calda si trova a pochi chilometri dalla spiaggia. Il lago termale del Calidario, a Venturina, sgorga naturalmente attorno ai 36°C: al tramonto, dopo una giornata di mare a Baratti o sulla spiaggia di Rimigliano, è una manna. Non è una vasca in mare, ma la combinazione “bagno salato + bagno caldo” resta tra le più efficaci per schiena e gambe affaticate.

Il mio itinerario collaudato: partenza da San Vincenzo, ciclabile verso sud tra le pinete, sosta a Rimigliano per un tuffo, deviazione su sterrata facile fino a Venturina (attenzione agli incroci), bagno caldo al tramonto e cena a Campiglia Marittima in una piccola osteria in piazzetta. Mi è capitato di farlo a fine settembre: luce dorata, traffico minimo e gambe che ringraziano. Rientro serale su strade secondarie con luci ben cariche.

Come organizzare: orari, attrezzatura, sicurezza

  • Andate presto o al tramonto: temperature più gestibili e meno affollamento.
  • Scarpette da scoglio o calze in neoprene: salvano i piedi dal caldo e dagli scivoloni.
  • Acqua potabile e snack salati: il caldo termale disidrata più del previsto.
  • Telo in microfibra e sacca stagna: utile se scendete per scalinate o in barca.
  • In bici: luci, freni a punto e rapporto corto per gli strappi improvvisi.
  • Non mettetevi dove l’acqua “frigge”: testate con la mano, non con i piedi.
  • Evitate metalli e gioielli: lo zolfo li rovina in fretta.
  • Non scavate buche in spiaggia per “creare” vasche: è pericoloso e vietato in molte aree.
  • Non respirate a lungo i vapori direttamente sulle fumarole.
  • Rispettate cartelli e delimitazioni: i divieti cambiano secondo l’attività vulcanica.

Quando andare e budget

Primavera e autunno sono perfetti: mare ancora amico, temperature morbidissime e alloggi più accessibili. In estate puntate sulle prime ore del giorno o sul dopo le 18. Molti siti termali in mare sono liberi, ma richiedono attenzione; altrove si paga un ticket o ci si affida a un servizio (taxi boat a Ischia, guida snorkeling a Baia). Per chi pedala: pianificate tappe corte, lasciate margine all’imprevisto e mettete sempre in conto un piano B con mezzi pubblici o barca.

Sono luoghi vivi, che cambiano con il vento e con l’attività della terra. Proprio per questo sanno sorprendere: si arriva stanchi, si riparte più leggeri. E quando, pedalando lungo la costa, sento un filo di zolfo nell’aria, so che il prossimo bagno non sarà solo mare: sarà un abbraccio caldo che rimette in asse corpo e testa.

Niccolò Piccini
Niccolò Piccini

Niccolò Piccini ha percorso la costa toscana in bicicletta alla ricerca di lidi nascosti tra la macchia mediterranea. Esperto di percorsi cicloturistici, dettaglia nei suoi articoli itinerari che uniscono mare, natura e piccole osterie locali.